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Informazioni sull’accessibilità di un e-commerce: contenuto, collocazione e modello

Ultimo aggiornamento

Informazione generale, non consulenza legale. Per il Suo caso specifico si rivolga a un avvocato.

Chi cerca un modello di «dichiarazione di accessibilità» per il proprio e-commerce trova soprattutto documenti pensati per la pubblica amministrazione. Per un negozio online privato il decreto legislativo 27 maggio 2022, n. 82, che recepisce l’European Accessibility Act, chiede un documento diverso: le informazioni sull’accessibilità del servizio. Questa guida spiega che cosa devono contenere, dove pubblicarle su Shopify e come tenerle aggiornate. Il quadro generale (chi rientra, l’esenzione delle microimprese, il ruolo di AgID) è nella nostra guida L’EAA per i negozi Shopify in Italia.

In sintesi

  • Un e-commerce soggetto al D.lgs. 82/2022 pubblica le «informazioni sull’accessibilità» (art. 12, comma 2, e Allegato IV), non la «dichiarazione di accessibilità» della legge 4/2004.
  • Contenuto minimo: descrizione del servizio, spiegazioni sul funzionamento, come sono soddisfatti i requisiti e come il servizio viene monitorato.
  • Le informazioni vanno messe a disposizione in forma scritta e orale, anche in modo accessibile, e conservate finché il servizio è operativo.
  • AgID non prescrive un modello. Su Shopify: una pagina dedicata, collegata dal footer e dalle condizioni generali.
  • Ogni versione va datata. I test automatici rilevano solo una parte delle barriere: lo scriva.

Dichiarazione di accessibilità o informazioni sull’accessibilità?

I due termini appartengono a regimi diversi.

I due documenti a confronto
Aspetto Dichiarazione di accessibilità Informazioni sull’accessibilità del servizio
Norma Legge 9 gennaio 2004, n. 4 (Legge Stanca), art. 3-quater D.lgs. 82/2022, art. 12, comma 2, e Allegato IV (Allegato V della direttiva (UE) 2019/882)
Chi la redige In sostanza soggetti pubblici e gli altri soggetti indicati dalla legge 4/2004 Fornitori di servizi soggetti al decreto, tra cui i servizi di commercio elettronico
Modello Procedura e modello definiti da AgID per la PA Nessun modello prescritto (linee guida AgID del 4 marzo 2026)
Collocazione Secondo le regole AgID per la PA «Nelle condizioni generali, o in un documento equivalente»

Secondo le linee guida AgID sull’accessibilità dei servizi (paragrafo 4.2), dal 28 giugno 2025 la dichiarazione della legge 4/2004 non si applica ai fornitori di servizi soggetti al D.lgs. 82/2022. Per questo consigliamo un titolo esplicito come «Informazioni sull’accessibilità del servizio». Nel testo può citare anche l’espressione «dichiarazione di accessibilità», così chi la cerca trova la pagina, ma senza presentarla come la dichiarazione della PA.

Che cosa devono contenere

L’articolo 12, comma 2, chiede al fornitore di servizi di predisporre le informazioni previste dall’Allegato IV, «indicando le modalità con le quali sono soddisfatti i requisiti di accessibilità». L’Allegato IV elenca almeno:

  1. una descrizione generale del servizio in formati accessibili;
  2. le descrizioni e spiegazioni necessarie per comprendere il funzionamento del servizio;
  3. una descrizione di come il servizio soddisfa i requisiti di accessibilità dell’Allegato I.

Il punto 3 dell’Allegato IV aggiunge un elemento che molti modelli trascurano: informazioni che mostrino come la fornitura del servizio e il suo monitoraggio assicurino il rispetto dei requisiti. In pratica: chi verifica il negozio, con quale metodo, con quale frequenza, e che cosa succede quando si trova una barriera.

Forma scritta e orale

Le informazioni sono messe a disposizione «in forma scritta e orale, anche in modo da essere accessibili a persone con disabilità», e vanno conservate finché il servizio è operativo. Per la forma orale basta, nella maggior parte dei casi, un recapito telefonico o un servizio clienti che possa leggere o spiegare le informazioni. Le linee guida AgID aggiungono che, se un documento non è accessibile, va fornita una sintesi testuale accessibile e un contatto accessibile. Per questo una pagina HTML è preferibile a un PDF scansionato.

Chi legge queste pagine non è un caso marginale: secondo Eurostat, nel 2024 il 23,9% delle persone dai 16 anni in su nell’UE ha dichiarato limitazioni di lunga durata, lievi o gravi, nelle attività abituali per motivi di salute. In Italia la quota rilevata è del 14,5%. Si tratta di un’autodichiarazione in un’indagine, non di un conteggio delle persone con disabilità che acquistano online, ma dà un’idea del pubblico.

Dove pubblicarle su Shopify

L’Allegato IV indica le condizioni generali «o un documento equivalente». Le condizioni generali di vendita sono già lunghe; una pagina separata è più facile da trovare e da aggiornare. Una soluzione diffusa, da verificare con il Suo legale, è questa:

  1. Crei la pagina dal pannello di controllo Shopify in Negozio online > Pagine, con Aggiungi pagina (Centro assistenza Shopify: pagine). Usi titoli di sezione veri (intestazioni) nell’editor, non solo testo in grassetto.
  2. Aggiunga un link nel menu del footer da Contenuti > Menu, con Aggiungi voce di menu e tipo di link «Pagine» (Centro assistenza Shopify: modificare i menu). Così la pagina è raggiungibile da ogni pagina del negozio.
  3. Nelle condizioni generali di vendita inserisca una frase che rimanda alla pagina, con il link.

Se il negozio è in più lingue, prepari una versione per ciascuna lingua in cui vende. Il decreto non contiene una regola esplicita sulla lingua; l’italiano è comunque la scelta prudente per il mercato italiano.

Uno schema di pagina da adattare

Lo schema seguente segue l’ordine dell’Allegato IV. Le parti tra parentesi quadre vanno sostituite con dati reali; le sezioni 4 e 5 sono quelle che rendono il documento credibile.

Informazioni sull’accessibilità del servizio

Servizio: negozio online [indirizzo del sito]
Fornitore del servizio: [ragione sociale], [indirizzo], [P. IVA]

1. Descrizione generale del servizio
[Ragione sociale] gestisce il negozio online [indirizzo del sito], dove i
consumatori possono consultare, scegliere, ordinare e pagare [tipo di prodotti].

2. Come funziona il servizio
[Ricerca e filtri, scheda prodotto, carrello, registrazione facoltativa,
metodi di pagamento, consegna, resi. Brevi frasi, una per fase.]

3. Requisiti applicabili e come li soddisfiamo
Il negozio è soggetto al D.lgs. 27 maggio 2022, n. 82 (art. 3 e Allegato I).
Riferimento tecnico: EN 301 549 V3.2.1 (WCAG 2.1, livello AA).
[Misure adottate: per esempio contrasto dei colori verificato, testi
alternativi delle immagini prodotto, navigazione da tastiera verificata
fino al pagamento.]

4. Monitoraggio
[Verifiche automatiche: frequenza. Verifiche manuali: chi, quando, su
quali pagine. Verifica dopo ogni modifica del tema o delle app.]

5. Limiti noti
Ultima verifica: [data]. Contenuti non ancora accessibili:
[barriera, pagina, intervento previsto]. Contenuti di terzi: [app, fornitore].

6. Contatti e informazioni in altra forma
Per segnalare un problema o ricevere queste informazioni in altra forma,
anche oralmente: [e-mail], [telefono], [orari]. Rispondiamo entro [termine].

7. Autorità di vigilanza
Agenzia per l’Italia Digitale (AgID): [link alla procedura di reclamo].

Versione del [data]. Prossima revisione: [data].

Per compilare le sezioni 3 e 5 servono dati: quali pagine ha verificato, con quale metodo e con quali risultati. La nostra checklist di accessibilità per Shopify in 25 punti elenca cosa controllare nel tema, nelle immagini, nel carrello e nelle app. Un primo quadro automatico della Sua vetrina lo ottiene con la verifica gratuita.

Formulazioni da evitare

Le informazioni descrivono lo stato del servizio. Non sono una promessa pubblicitaria. Eviti in particolare:

  • affermazioni assolute sull’accessibilità del negozio che non può dimostrare con verifiche documentate;
  • il richiamo ad attestazioni, bollini o marchi di qualità che non possiede;
  • l’idea che un widget o un plugin «renda accessibile» il sito: una barra di strumenti non corregge il codice del tema;
  • formule generiche come «ci impegniamo per l’accessibilità» senza dire che cosa è stato verificato e quando.

Preferisca frasi verificabili: «Il 20 ottobre 2026 abbiamo verificato con la tastiera l’intero percorso di acquisto, dalla ricerca al pagamento», oppure «Il widget delle recensioni non è ancora utilizzabile con la tastiera; abbiamo informato il fornitore». Se usa test automatici, lo dica e aggiunga che coprono solo una parte dei requisiti: in un test del governo britannico dieci strumenti insieme hanno trovato il 71% di 143 barriere, il migliore da solo il 41%.

Indicare barriere note è onesto e utile agli utenti. L’articolo 12, comma 5, chiede però di informare AgID quando il servizio non soddisfa i requisiti: come coordinare la pubblicazione dei limiti noti con questo obbligo è una domanda da porre al Suo legale.

Versioni datate e monitoraggio

Un negozio Shopify cambia spesso: nuovo tema, nuove app, nuove sezioni nella home. Le informazioni pubblicate devono seguire questi cambiamenti. Tre abitudini aiutano:

  • Data in fondo alla pagina: «Versione del …» e «Prossima revisione: …».
  • Archivio delle versioni: conservi una copia di ogni versione pubblicata (PDF o testo) con la data, insieme ai risultati delle verifiche su cui si basa.
  • Verifica dopo ogni modifica: aggiornamento del tema, installazione di un’app, nuovo metodo di pagamento. Se l’esito cambia, aggiorni la pagina.

Questo registro è anche la base per descrivere il monitoraggio richiesto dal punto 3 dell’Allegato IV. Il nostro studio su 5.463 pagine iniziali Shopify nell’UE (in inglese) mostra perché la verifica periodica serve: su dati HTTP Archive del 1° settembre 2026, solo pagine iniziali in versione mobile e solo controlli automatici, il 94,2% presentava almeno una barriera riconducibile a un criterio WCAG 2.1 di livello A o AA.

Come aiuta Testamur

Testamur è un’app Shopify in sviluppo. Oggi offre una verifica automatica gratuita della vetrina. L’app prepara una bozza delle informazioni sull’accessibilità in italiano a partire dai risultati delle verifiche e dai dati che Lei inserisce, e conserva un registro datato di verifiche, correzioni e versioni pubblicate. Non aggiunge overlay al negozio, non sostituisce i test manuali e non sostituisce la valutazione di un legale.

Fonti

Verifichi gratis il Suo negozio

Scopra quali barriere trova una verifica automatica sul Suo negozio Shopify: la home page e, se il robots.txt lo consente, pagine di collezione, prodotto e note legali, collegate alle WCAG e alla norma EN 301 549. Gratuita, risultato via e-mail. I test automatici trovano solo una parte delle barriere.

Verifica gratuita del negozio

Domande frequenti

Un negozio online deve pubblicare una dichiarazione di accessibilità?

La dichiarazione di accessibilità della legge 4/2004 (art. 3-quater) riguarda in sostanza i soggetti pubblici. Secondo le linee guida AgID (paragrafo 4.2), dal 28 giugno 2025 non si applica ai fornitori di servizi soggetti al D.lgs. 82/2022. Un e-commerce che rientra nel decreto deve invece mettere a disposizione le informazioni sull’accessibilità del servizio previste dall’articolo 12, comma 2, e dall’Allegato IV.

Esiste un modello ufficiale per le informazioni sull’accessibilità?

No. Le linee guida AgID del 4 marzo 2026 non prescrivono un modello. Il contenuto minimo deriva dall’Allegato IV del decreto: descrizione generale del servizio, spiegazioni sul suo funzionamento, descrizione di come sono soddisfatti i requisiti di accessibilità e, secondo il punto 3, informazioni su come la fornitura e il monitoraggio del servizio assicurano il rispetto dei requisiti.

Dove vanno pubblicate le informazioni su un negozio Shopify?

Il decreto chiede di renderle disponibili nelle condizioni generali o in un documento equivalente. Una soluzione pratica è una pagina dedicata creata in Negozio online > Pagine, collegata dal menu del footer e richiamata nelle condizioni generali di vendita. Se questa collocazione basti nel Suo caso va verificato con un legale.

Le microimprese devono pubblicare queste informazioni?

L’articolo 3, comma 3, del D.lgs. 82/2022 esenta dall’osservanza dei requisiti di accessibilità le microimprese che forniscono servizi: meno di dieci persone e fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a 2 milioni di euro. Conservi per iscritto i dati su cui si basa la classificazione e chieda a un legale se l’esenzione copre anche le informazioni nel Suo caso.

Ogni quanto vanno aggiornate le informazioni sull’accessibilità?

Il decreto chiede di conservarle finché il servizio è operativo, senza fissare una cadenza. Conviene aggiornarle dopo ogni modifica rilevante del tema, delle app o del checkout e dopo ogni nuova verifica, indicando sempre la data e conservando le versioni precedenti.

L’autore

Sieghart Michielsen. Sieghart Michielsen sviluppa Testamur, un’app Shopify che verifica le barriere all’accessibilità dei negozi online nell’UE e tiene un registro datato di verifiche, correzioni e informazioni sull’accessibilità. Scrive queste guide partendo dai testi di legge, dalle pagine delle autorità e da dati pubblici. Non è un avvocato.